Teatro San Materno

1928
Via Losone
Ascona, Svizzera

Committente: Paul Bachrach
Attuale proprietario: Comune di Ascona

Nel 1924 la danzatrice Charlotte Bara si stabilì definitivamente al Castello San Materno, acquistato dal padre Paul Bachrach, un industriale, nel 1919. Nell’autunno del 1927[1], Bachrach affidò a Weidemeyer la sistemazione di un edificio situato sulla proprietà, sotto il castello. Gli interventi si limitarono ad opere di arredo, ma permisero all’architetto di ottenere l’incarico della costruzione del nuovo teatro. Alla fine del 1927 Weidemeyer si trasferì definitivamente ad Ascona per seguire i lavori di costruzione dell’edificio[2], che fu ultimato verso la fine del 1928. Piani reperiti nell’archivio dell’Impresa Ottavio Rampazzi di Ascona testimoniano studi sulla possibilità di inserire degli appartamenti nella sala del teatro e delle camere su parte della terrazza. Il primo progetto in tal senso fu redatto da Weidemeyer stesso nel1938 e il secondo dall’architetto Fritz Bähler, nel 1943. Il fatto che questa documentazione fosse già stata sottoposta all’Impresa Rampazzi lascia pensare che l’ipotesi di una simile trasformazione sia stata presa seriamente in considerazione. La costruzione fu sottoposta ad un primo restauro nel 1950. Le rappresentazioni di Charlotte Bara ripresero nel 1952 per concludersi nel 1958. Ulteriori opere di restauro furono eseguite nel 1970, ma il teatro non fu più sede fissa di manifestazioni fino a quando il Comune di Ascona, divenutone proprietario, non affidò l'edificio a Michel e Michelle Poletti che lo trasformarono in Teatro delle marionette. Le attuali condizioni dell’edificio sono all’origine di un recente intervento di restauro, il cui progetto è stato allestito dall’architetto Guido Tallone. 

Il particolare programma funzionale del teatro, che prevedeva la riunione in un unico edificio della sala per le rappresentazioni con degli appartamenti, si lascia facilmente individuare nel suo aspetto volumetrico. Il corpo principale ospita il palco e la platea; questa è costituita da elementi che possono essere riposti sotto il palco, ottenendo così una grande sala per le esercitazioni. Al volume principale dell’edificio, costituito da un parallelepipedo regolare,  sono aggiunti il mezzo cilindro dell’entrata e il corpo superiore, che ospita gli alloggi. Davanti a questi si apre una grande terrazza destinata agli esercizi. I percorsi di accesso al teatro e agli appartamenti, che seguendo la topografia del terreno attorno all’edificio, sembrano essere stati tracciati apposta per offrire immagini prospettiche sempre diverse di questo gioco volumetrico, sullo sfondo panoramico del Lago Maggiore e delle terre di Pedemonte.

Didascalie:
1. Teatro San Materno visto da Sud-Est
2. Teatro San Materno, facciata est
3. Teatro San Materno, balconata e platea
4. Teatro San Materno, interni dell’appartamento, s.d.
5. Teatro San Materno prima del restauro